Lo sguardo livido, di chi dona tristezza al cuore,
invita gli ostici increduli a non guardare altrove;
invita chi domani non trovi nei dettagli,
l’alibi degli ignavi a cancellar gli sbagli.
Spirito nobile urla
a risvegliar coscienza;
a ricordare all’uomo cos’era la decenza,
mentre chi soffre langue nell’umana indifferenza;
il mondo intero sbrana tra applausi e compiacenza.
Anima stanca tace e cede il passo al vento,
che placa le passioni dopo le tempeste;
per cancellar le orme che furono dei tiranni
e che in assise siedono nei loro tetri scranni.
Ritorneranno i prati; e l’atavica arroganza,
che stenderanno un velo di placida apparenza,
e celerà a chi resta l’orribile passato
di chi s’arroga il titolo, di giudice e giurato.
Guerra e pace. L’olocausto delle coscienze